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« …e terre nuove »

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Le cooperative Collina, Quercia e Vigna nell’ambito del progetto Intrecci Cooperative in Rete – unitamente ad altri soggetti del territorio reggiano – hanno promosso la nascita e aderito all’Associazione Culturale “… e terre nuove”.

Expo 2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita.

È possibile assicurare a tutta l’umanità, un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile? Con questa domanda si apre la sfida dell’Esposizione Universale di Milano 2015.

I diversi soggetti coinvolti hanno pensato di farsi portavoce e interpreti di un messaggio di condivisione, portando come esempio alcune delle caratteristiche che hanno spesso contraddistinto il nostro territorio, come la cultura del lavoro e della responsabilità, il fare creativo e allo stesso tempo il fare solidale, la partecipazione, la solidarietà, l’accoglienza.

Concretamente il progetto poggerà su tre asset, ciascuno dei quali porterà con sé un messaggio importante e al tempo stesso diventerà occasione di presentare alcune delle eccellenze del nostro territorio:

1) L’opera artistica – L’opera avrà il compito di introdurre, esplicitare e interpretare il senso di tutto il progetto. L’ideazione e la realizzazione sono affidate all’artista reggiano Giuliano Melioli, che partirà dall’affresco del Cenacolo di Leonardo, uno dei simboli più forti della città di Milano, per affrontare il tema dell’alimentazione sostenibile attraverso una provocazione che ci porti alla realtà di tutti i giorni. E cioè: “Non esiste un’alimentazione sostenibile per tutti senza condivisione”.

Per rappresentare questo messaggio Melioli riprodurrà il Cenacolo di Leonardo con la tecnica del cocciopesto su un enorme pannello di 8.8 x 4 metri, posto su un muro inclinato, in procinto di crollare. Il muro che sta per crollare rappresenta l’incombenza che l’umanità ha verso il problema della fame nel mondo. L’opera sarà collocata, in esposizione temporanea e in contemporanea all’Expo, nell’atrio della Stazione Medio Padana dell’Alta Velocità, a Reggio Emilia.

2) La formazione e il confronto – Per arrivare a un vero cambiamento del modello di sviluppo, è necessaria una nuova cultura, oltre che una formazione e una ricerca continua. Si vuole quindi proporre un possibile cambio di mentalità, connesso a un diverso sistema culturale e di welfare che miri a coniugare la centralità della persona con la centralità dell’ambiente e della cultura e ripensare alla modalità di gestione dei beni comuni.

3) Le relazioni di comunità, l’accoglienza e la solidarietà – La vera forza di questo progetto deve essere quella di innescare spirali concrete di solidarietà e di condivisione quindi non solo di beni, ma anche di conoscenza, di ricerca, di sviluppo per cibi biologici, ecologici, capaci di esaltare la produttività dei piccoli agricoltori, non solo italiani ma anche del Terzo Mondo, diventando così vetrina di un’arte più profonda, quella della solidarietà vera e tangibile, quella della concretezza del quotidiano, quella di una terra che è capace di unire i prodotti, le eccellenze, la qualità, e ma anche l’idea di un mondo più giusto.